1 – L’ACQUA
Antonio Dal Prà – geologo – dicembre 2020 in tempi di pandemia
L’acqua è indispensabile per l’uomo. Senza l’acqua la vita non è possibile
I dati numerici riportati sono da considerate approssimativi perché derivati da studi differenti e svolti in anni idrologici diversi. Tuttavia sono sufficienti ad evidenziare le dimensioni dei problemi legati all’acqua.
L’uomo adopera grandi quantità di acqua : per l’agricoltura, per le industrie e le attività artigianali, per produrre energia, per i propri servizi personali.
La superficie della terra è ricoperta di acqua per il 71% , ma il 97,5% è salata e quindi ( per ora ) non direttamente utilizzabile. Del restante 2,5% solo l’1% è può essere adoperato per le attività umane.
L’Italia è paese molto ricco d’acqua. Si stima che gli afflussi meteorici ( piogge e nevi ) portino al suolo circa 300 miliardi di mc/anno, su una superficie di circa 302.000 km2 ( pari ad una media di circa 1 m / anno di altezza di acqua ). L’Italia è il primo paese in Europa per quantità di afflussi meteo. Il terzo nel mondo, dopo USA e Canada. Gli afflussi al suolo variano molto tra regione e regione : da valori massimi di altezze pluviometriche di 2500-3500 mm/anno nelle regioni montuose del nord-est, fino a valori di 400-500 mm/anno al sud e in Sardegna. Nella Pianura Padana gli afflussi medi variano tra 700 e 1200 mm/a, a seconda delle zone.
Si valuta che dei 300 miliardi di mc che annualmente giungono sulla superficie del suolo italiano, la disponibilità effettiva sia di soli 58 miliardi i di mc. Di questi, circa i 3/4 ( circa 42 miliardi di mc) derivano da fiumi e laghi, il 28% ( 16 miliardi di mc ) dal sottosuolo ( falde e acque di fondo ).
Si è calcolato che oltre il 50% delle risorse idriche si trovano nell’Italia settentrionale . Il 21% nelle regioni centrali. Il 19 % al sud e il 7% nelle isole.
E’ stato valutato che Il consumo d’acqua in Italia è di 34,2 miliardi di mc all’anno. Il 51% serve per l’irrigazione, il 21% per l’industria, il 20% per uso domestico, il 5% per produrre energia, il 3% in zootecnia.
In ordine all’acqua con caratteri di potabilità, recenti studi affermano che nel 2018 il volume d’acqua potabile complessivamente prelevato in Italia per usi domestici, pubblici, commerciali, produttivi , è stato di 9.2 miliardi di mc, con un prelievo giornaliero di 25 milioni di mc, a cui corrispondono circa 420 l/g per abitante. Questi quantitativi si riferiscono a misure sui prelievi alle opere di presa sulle fonti.
Di questa quantità, solo il 3.5% viene utilizzato per bere e per scopi alimentari. Il 96.5% è utilizzata per l’igiene personale, nei sanitari , e per le pulizie della casa. Questo 96.5% è acqua potabile pur non essendo questo carattere necessario. Di questi 96,5% ben il 35% è utilizzato per l’igiene personale, il 31% agli sciacquoni del bagno. Il 18% per gli elettrodomestici. Gli usi non alimentari rappresentano la quasi totalità dei consumi domestici.
L’ 84,8% del prelievo nazionale di acqua potabile deriva dal sottosuolo : 48,9% da pozzi, 35,9% da sorgenti. Il 15,1% proviene da acque superficiali : 9,8% da laghi artificiali, 4,8% da corsi d’acqua e lo 0,5% da laghi naturali . Lo 0,1% viene prodotto a acque marine salate o da acque salmastre.
In Italia il 70% delle acque sotterranee si trova nel sottosuolo delle grandi pianure alluvionali del nord.
Dalle fonti di captazione l’acqua potabile viene trasportata e distribuita mediante una fitta ed estesissima rete di acquedotti.
La rete idrica italiana di acqua potabile è lunga circa 450.000 km. Il 60% ha più di 30 anni. Il 25% ha più di 50 anni.
Su 100 litri di acqua immessi nella rete alla fonte, ne arrivano a destinazione solo 58. Ben 42 litri vengono persi durante il trasporto . Lungo la rete si disperdono circa 44 mc/giorno per km.
Attualmente l’Italia si colloca al primo posto in Europa per consumo di acqua potabile, con una media di circa 160 mc/anno per abitante, pari a poco meno di 440 l/giorno x abitante riferiti alla fonte. I consumi sono di 90 mc/anno x ab. in Francia e di 60 mc in Germania.
Il consumo medio giornaliero di acqua potabile in Italia misurato ai contatori , al netto delle perdite di rete, è valutabile tra 150 e 350 l/g per abitante. A Venezia e Milano il consumo supera i 400 l.
Il consumo varia in funzione della regione, del clima e del benessere. In Veneto il consumo giornaliero è di oltre 300 l per persona al giorno .
L’elevato consumo è favorito dal costo limitato della fornitura : in Italia la tariffa media è attorno a 2 eu/mc. In Francia è di 3.7 eu/mc e in Germania di 5 eu.
Secondo l’OMS circa 1,2 miliardi di persone al mondo non ha ancora acqua potabile a sufficienza.
L’ OMS indica che un consumo sufficiente è di 50 l/g . Una quantità superiore indica sprechi che possono essere evitati. Le nazioni Unite hanno fissato un diritto minimo di acqua al giorno pro capite di almeno 40 l . La carenza d’acqua riguarda il 40% della razza umana. Il consumo va dai 425 l/g negli USA fino a 10 l/g in Madagascar.
L’Italia è il terzo paese al mondo per consumo di acqua in bottiglia, con ben 7 famiglie su 10.
La spesa media è di circa di 12 eu al mese. Nel 2017 è stata imbottigliata acqua minerale per 16.6 milioni di mc, pari a circa 500 l/s e a 43 milioni di l/g.
Certamente l’acqua è indispensabile, ma….cercate di non dimenticare il vino. L’Italia è il maggior produttore mondiale di questa meravigliosa bibita!!!








