Antonio Dal Pra’ geologo agosto 2024
Scarica il PDF: 70 – Cambiamento climatico
Sul cambiamento del clima, sui gas serra, sulla riconversione energetica, sullo scioglimento dei ghiacciai, sulle bombe d’acqua, sulla neve calda, sul caldo rovente delle estati se ne sentono di tutti i colori. Difficilissimo capirci qualcosa di certo . I meteoclimaglaciosiccitologi spuntano come funghi tutti i giorni, con previsioni talora catastrofiche , teorie planetarie, progetti strampalati , spesso in contrasto tra loro. Anche studiosi ben noti e titolati sono talora in disaccordo. E naturalmente giornali e tv vanno a nozze e si divertono ad ipotizzare disastri e conseguenze micidiali per il nostro futuro, talora sostenuti da interviste di imprevedibili , sprovveduti e novelli esperti.
Io ci scherzo sopra, ma a sentire gli esperti pare che il problema sia serio, molto serio, anche se la gente sembra indifferente quando non è direttamente colpita da alluvioni, frane, siccità, grandinate disastrose. La gente sembra accettare supinamente gli eventi meteo, senza chiedersi che cosa stia succedendo.
A credere ai proclami dei climatologi e anche agli schiamazzi e agli strilli di ambientalisti superesperti , ci aspettano tempi duri, anche perché i nostri politici li seguono più o meno convinti, o furbescamente in malafede, e minacciano di farci infagottare le case per risparmiare energia, ci obbligano a cambiare le caldaie del riscaldamento , decidono di smettere la costruzione dei motori a scoppio entro pochi anni, ci propongono auto elettriche che ogni tanto si incendiano, ci incentivano a coprire i tetti con pannelli e ad installare le pompe di calore. A dire il vero, mi sembrano tutti un po’ matti.
Ma vi confesso che alla mia veneranda età non mi preoccupo più di tanto. Ho le mie convinzioni sul cambiamento climatico, ma le tengo per me. Però vi posso dire che non comprerò mai un’auto elettrica. Non ho accettato di fare il cappotto alla mia casa con il 110/100 perché mi pareva strano che spendendo 100 ti ritornassero 110, e infatti moltissimi si sono amaramente scottati le mani. E sono scandalizzato e contrariato dall’invasione di bici a batteria che hanno sconvolto i sentieri delle nostre montagne, dove signore panciute e arzilli vecchietti, bardati con casco guanti ginocchiere occhialoni da formicone e magliette tecniche coloratissime, fingono di faticare. Accetto con curiosità e tranquillità quello che Madre Natura mi vorrà ancora offrire e sopporterò, obtorto collo come dicevano i nostri avi romani, le stupide decisioni politico-ambientaliste dei nostri illuminati amministratori.
Anche a voler mettere insieme tutte le informazioni che girano sui mezzi di comunicazione o che nuovi scienziati elargiscono in affollate conferenze dove si predice il futuro del clima, sorgono notevoli difficoltà e arrischi aggressioni verbali, insulti, sberleffi, derisioni. Sarebbe meglio stare alla larga.
Spinto da insana pazzia , ho tentato svogliatamente di ammucchiare quello che si dice su questo benedetto cambiamento climatico , per divertirmi un po’, per agitare il pollaio e per colmare il tempo messomi a disposizione da Madre Natura con i frequenti temporali estivi scaricati sulle montagne che abitualmente frequento.
Racconto quello che ho sentito da altri, perché io non sono del mestiere. Io ho studiato quello che abbiamo sotto i piedi, nel sottosuolo : su quello che succede sopra, non conosco quasi niente. Il cambiamento climatico è materia di studio da parte di specialisti di varie discipline, coinvolgendo differenti aspetti delle scienze. Anche se ultimamente gli esperti sono diventati numerosissimi. Tuttavia , come avrete notato pure voi, alcune evidenze sono innegabili, davanti ai nostri occhi.
Non occorre essere grandi studiosi per capire che la temperatura dell’aria è aumentata. Ne abbiamo prove chiarissime, prove provate, la famosa pistola fumante : oltre alle misurazioni che gli studiosi fanno da decine di anni in varie parti del mondo , constatiamo che i ghiacciai delle nostre montagne si stanno lentamente sciogliendo. Si ritirano e diminuiscono di spessore. Su tutte le grandi catene montuose della terra, dicono gli alpinisti e i ricercatori. Ma quello che impressiona e che preoccupa di più e che risulta estremamente indicativo è il fatto che anche gli estesissimi ghiacci delle regioni polari si stanno squagliando di brutto: lo rilevano soprattutto gli osservatori che analizzano le foto dei satelliti. Volumi enormi di ghiacci polari si sciolgono ingrossando i mari. Vi scrivo solo qualche semplice dato numerico trovato sulla rete di informazione, per farvi capire le dimensioni del fenomeno : è stato stimato che nei ghiacciai del Canada dal 2010 al 2020 si sono persi circa 6 km2 di superficie ogni anno, in Antartide dal 1997 al 2021 i ghiacciai hanno fornito 7,5 trilioni di tonnellate di acqua di fusione, dalle nostre parti il ghiacciaio del monte Bianco dal 1850 ha perso 300 m di spessore e 30 m dagli anni ’90, ritirandosi di ben 2.7 km dal 1850.
Dicono gli studiosi che la temperatura media dell’aria è aumentata di circa 1.5 gradi negli ultimi cento anni, pressappoco dall’inizio dell’era industriale. Una stima faticosa questa , ma molto vicina alla realtà. Una crescita della temperatura dell’aria avvenuta lentamente e che continua tuttora. Anche se le dimensioni sembrano molto ridotte, solo 1.5 gradi C, il surriscaldamento dell’atmosfera sta determinando conseguenze molto preoccupanti, sul clima del pianeta , sul mondo vegetale, sugli animali e sulle attività dell’uomo : così sostengono gli specialisti delle varie discipline e così gridano agitati gli ambientalisti.
Su questo argomento i mezzi di informazione sono pieni di dati numerici di tutti i tipi, di diagrammi, di foto, di modelli. Potete trovare di tutto, dati più o meno credibili, talora in netto contrasto tra di loro. Se avete voglia di saperne di più, sapete dove andare a cercarli.
Uno degli effetti più devastanti del surriscaldamento dell’aria, che viene sottovalutato e del quale pochi ne parlano, è l’innalzamento progressivo, lento ma inesorabile del livello dei mari . Dicono gli studiosi che se l’aumento termico dell’atmosfera continuerà, in poche decine di anni centinaia di milioni di abitanti delle numerose città costiere dovranno abbandonare le strutture a ridosso del mare : case, fabbriche, ferrovie, strade, coltivazioni. E arretrare verso l’interno. Oppure a provvedere ad enormi e costosi interventi di protezione, che con il tempo saranno resi inutili.
Ad aggravare la situazione , le numerose città costiere posizionate sui delta fluviali sono anche soggette a subsidenza del suolo, per costipamento dei terreni di deposizione recente non ancora compattati: in questi casi all’innalzamento del livello marino si aggiunge l’abbassamento del suolo per subsidenza, come per Venezia.
Nella Laguna Veneta dagli anni ’90 il livello medio del mare si solleva di circa 3 mm/anno, con un aumento fino a 5 mm negli ultimi anni. La metà circa di questi valori sono dovuti all’ l’innalzamento dell’acqua del mare e l’altra metà alla subsidenza del suolo. Negli ultimi 100 anni Il mare a Venezia si è alzato di circa 30 cm. Nella figura seguente, con i valori espressi in cm, il minore sollevamento marino registrato a Trieste è dovuto all’assenza di subsidenza.
Gli studiosi hanno anche precisato che l’innalzamento del livello dei mari non è solo dovuto allo scioglimento di enormi masse di ghiaccio nelle regioni polari , ma anche all’aumento di volume dell’acqua dei mari e degli oceani provocato dalla crescita della temperatura dell’aria. La fisica ci insegna : l’acqua scaldandosi cresce di volume.
Quindi, se ho ben capito, l’innalzamento dei livelli marini in atto in tutto il mondo costiero dipende soprattutto da due fenomeni : l’espansione termica delle acque marine per assorbimento del calore atmosferico in continuo aumento e lo scioglimento dei ghiacci continentali, quelli che appoggiano sulla crosta solida e non sul mare, estesissimi in Canada, Groenlandia, Antartide. Sommando gli effetti dei due fenomeni gli studiosi prevedono che entro la fine del secolo andremo incontro ad un innalzamento del livello marino tra 26-54 cm. Un disastro spaventoso se pensate alle grandi e popolose città costiere: per esempio Singapore, Houston, Città del Capo, Glasgow, Hong Kong, Tunisi, Danzica, Rio de Janeiro, New York, Copenaghen, Venezia, Dacca, Sydney , Bangkok, Shanghai, Miami.
Più di 2/3 delle grandi città mondiali sono costiere, vulnerabili all’innalzamento del mare. Circa 50 grandi città costiere del mondo, affermano gli studiosi, dovranno attuare misure di adattamento senza precedenti, per evitare che l’innalzamento del livello del mare inghiotta le loro aree popolate.
Sostengono gli esperti che 600 milioni di persone sarebbero a rischio di inondazione , delle quali 400 solo in Cina. Entro il 2050 circa 800 milioni di persone vivranno in città dove il livello del mare potrebbe salire di oltre mezzo metro. Se il surriscaldamento dell’aria, ora di circa 1.5° negli ultimi cento anni, raggiungerà il valore di circa 3° , saranno sommerse aree popolate da 800 milioni di persone.
Città a rischio per il sollevamento del livello del mare
I climatologi affermano che Il lento surriscaldamento dell’atmosfera in atto da un centinaio di anni è la causa di molte altre conseguenze molto negative, come il cambiamento del clima, con alluvioni disastrose, tempeste, nubifragi, trombe d’aria, tifoni, grandinate eccezionali, siccità, frane, erosioni delle coste, danni all’agricoltura , alla flora e alla fauna . Ma molti ritengono che tra le più temibili resti il sollevamento del livello del mare.
Purtroppo la storia non è finita : un altro effetto micidiale del cambiamento del nostro clima, effetto che da quanto si legge e si sente da quelli che si interessano del problema viene ampiamente sottovalutato, è la variazione dei caratteri del ciclo dell’acqua. Dicono i climatologi e gli idraulici che il ciclo dell’acqua si è velocizzato, corre di più. Infatti l’aumento della temperatura dell’aria ha aumentato l’evaporazione dell’acqua dagli oceani, dai mari, dai fiumi , dai ghiacciai, scaricando in atmosfera grandi masse di vapore, che condensando ritornano velocemente sulla terra con pioggia, neve e grandine. Vi ricordo che la superficie delle acque terrestri sottoposta ad evaporazione è vastissima, coprendo ben ¾ della superficie del pianeta. E vi ricordo anche che tutto quello che evapora ritorna sulla terra, non può sfuggire nello spazio, oltre l’atmosfera.
Affermano gli idraulici che nell’equazione del bilancio idrologico, dove la quantità di acqua evaporata è uguale alla quantità di acqua che ritorna al suolo, l’aumento del fattore E evaporazione ha accelerato le velocità del ciclo dell’acqua e di conseguenza ha aumentato le P precipitazioni.
In altre povere parole, per noi comuni mortali, l’aumento della temperatura dell’aria ha provocato l’aumento delle piogge e delle nevi. Insomma piove di più che in passato, con tutte le conseguenze collegate : alluvioni, erosioni, frane e tutto il resto. E se la temperatura dell’aria continuerà ad aumentare, come sostengono le previsioni , la piovosità aumenterà ancora.
Le osservazioni di avvenimenti degli ultimi anni indicano che sono mutate anche le modalità di precipitazione dell’acqua al suolo: pioggia e neve cadono concentrate su aree ristrette e con forte e inusitata intensità e anche con caratteri disastrosi un tempo piuttosto rari. Avvenimenti climatici disastrosi si manifestato con frequenza e violenza. I territori non sono prepreparati a ricevere afflussi di grande intensità e reagiscono con avvenimenti che sconquassano, danneggiano e devastano.
Schemino elementare per i negazionisti e i terrapiattisti
Effetti del cambiamento del clima
La causa dell’aumento della temperatura dell’atmosfera è oggetto di infinite discussioni, contese, baruffe, litigi. Direi che è l’argomento sul quale ci si dibatte animosamente di più. E’ il pane degli ambientalisti, le cui frange più esasperate ne combinano di tutti i colori pur di far sentire le loro ragioni, soprattutto se la prendono con le opere d’arte, imbrattandole, profanandole, lesionandole. Ma anche svolgono altre azioni bizzarre per le strade.
Come ho scritto, sono i climatologi, i fisici, i biologi e altri a studiare il mutamento del nostro clima ed i suoi effetti sull’ambiente e sulla vita animale e vegetale. Io da geologo posso solo raccontare che mutamenti climatici durante la lunghissima e complicatissima storia della terra sono avvenuti varie volte e con conseguenze strabilianti. Ricordo che solo 15.000 anni fa a spanne, l’altro giorno per i geologi, i ghiacciai colmavano le nostre vallate alpine e prealpine e si affacciavano sulle pianure, abbandonando al loro ritiro imponenti morene frontali. Ma allora gli uomini erano rarissimi, si spostavano seguendo i cambiamenti, la terra emersa era pochissimo popolata. Ora è tutto diverso. Ora ci siamo noi, che affolliamo il pianeta con 8 miliardi di persone, poco più o poco meno, e siamo stanziali.
Alcuni studiosi e anche uno sparuto seguito di loro sostenitori affermano che il surriscaldamento dell’atmosfera è colpa del sole, che fa dispetti e capricci con le sue irradiazioni. E’ successo varie volte in passato. Le irradiazioni del sole non sono costanti e questa volta ha un pò mollato i freni . Ma la maggior parte degli studiosi dicono che il sole non c’entra e indicano nell’uomo il grande colpevole, che con le sue attività da oltre un centinaio di anni ha continuato a scaricare in atmosfera quantità enormi di gas e vapori micidiali prodotti dalla combustione dei derivati del petrolio, del metano e del carbone . Tutte queste porcherie, chiamate gas serra, avvolgerebbero il nostro pianeta impedendo la fuga dell’irradiazione del calore della terra, trattenendo il caldo come una serra per la coltivazione dei fiori e degli ortaggi. E l’aria si è surriscaldata e lentamente continua a scaldarsi sempre di più.
I chimici ci ricordano che la composizione di base dei combustibili fossili è costituita dal carbonio, e che la loro combustione determina alla fine la famigerata CO2, l’ anidride carbonica, il principale gas-serra.
Alcuni credono anche che il surriscaldamento non sia dovuto solo alle attività dell’uomo, che ha tuttavia pesantemente contribuito a un fenomeno derivato direttamente dal sole. Una specie di teoria che concilierebbe le due parti. Ma, ripeto , i più attribuiscono all’uomo la causa di tutto.
E’ ben noto che i governanti di molti stati del mondo, convinti o bleffando spudoratamente, sembrano condividere la necessità di ridurre e smettere l’uso dei combustibili fossili, derivati dal petrolio e dal carbone, sostituendoli con altre forme di energia, per evitare lo scarico in atmosfera soprattutto della CO2, l’anidride carbonica. La chiamano la riconversione o transizione energetica.
Nei sacri testi è scritto : La transizione energetica è il passaggio dallo stato corrente di fonti di produzione energetica basate principalmente sull’uso di fonti non rinnovabili come petrolio, gas e carbone, ad un più efficiente e meno inquinante mix di energie rinnovabili.
Spero si capisca che questa operazione, che i politici e gli ambientalisti strombazzano come la soluzione unica e determinante contro il cambiamento climatico, è molto facile a dirsi , ma difficilissima a farsi, per gli enormi e disparati interessi che coinvolge, e per le notevolissime difficoltà operative. Interi e ricchi paesi basano oggi la loro economia sull’estrazione del petrolio e del carbone dal sottosuolo e vedono molto male questa prospettiva di chiudere i loro molto redditizi pozzi e miniere. E soprattutto non abbiamo per ora a disposizione le fonti energetiche alternative.
Eccovi alcuni dati che cercano di chiare la situazione. Questi sono in maggiori produttori di petrolio nel mondo : 1 USA , 2 Arabia Saudita, 3 Russia, 4 Canada, 5 Cina, 6 Irak. Dal 2005 al 2010 il consumo mondiale di petrolio è stata di 85 milioni di barili/giorno , oggi ha raggiunto i 100 milioni di barili al giorno. Una quantità enorme a costi relativamente bassi. E’ vero che il petrolio non fornisce solo carburanti per i motori che scaricano gas serra, ma anche altre sostanze molto utili : oli, lubrificanti, paraffine, bitume, catrame, asfalto, concimi chimici , detergenti, insetticidi, e soprattutto le materie plastiche. Tuttavia i combustibili fossili sono la fonte di energia più usata al mondo
Nel mondo il 25 % dell’energia elettrica viene prodotta in impianti a carbone : di questo carbone il 60 % è consumato dai paesi dell’Asia e i consumi della Cina ammontano al 45% del totale del carbone prodotto.
Nel 2014 la produzione mondiale di carbone, primo combustibile fossile che ha trovato largo impiego come fonte di energia a livello mondiale , è stata stimata in 8.164 milioni di tonnellate, delle quali 3.864 dalla Cina, 907 dagli Stati Uniti , 648 dall’India e 492 dall’Australia.
Elenco dei paesi con più riserve di petrolio
Occorre anche considerare che gli interventi drastici di riconversione energetica per avere veramente successo devono coinvolgere l’intero pianeta, soprattutto i paesi molto popolati, come Cina, India, Africa : operazione che molti sostengono impossibile. E soprattutto : dove andiamo a prendere l’enorme quantità di energia necessaria alla sostituzione!!!. Non certo con le pale eoliche o con i pannelli solari sopra i tetti. Tenete presente che i giacimenti di petrolio , di metano e di carbone sparsi in varie parti del mondo assicurano riserve per ancora qualche secolo. E il costo del loro sfruttamento è relativamente basso. Questa situazione evidentemente non favorisce la ricerca di altre fonti di energia.
Consumo di carbone nel mondo
Consumi di carbone nel mondo
Sembrerebbe molto saggio e più attuabile iniziare subito con una politica che sostenga interventi atti a sopportare le conseguenze deleterie ormai ben note di questo famigerato cambiamento.
O pregare Madre Natura che la smetta di surriscaldarci, perdonandoci tutti i feroci, insensati e micidiali misfatti che le abbiamo scaricato contro, devastandola in ogni modo possibile.
In questa situazione di grande confusione e di idee poco chiare, sia da parte degli studiosi e sia da quella dei politici che amministrano gli stati, si sta vagando senza direzioni precise , formulando proposte che lasciano il tempo che trovano, promulgando leggi che appaiono irrealizzabili, insomma un immenso casino, come si dice. Molti governi giurano pubblicamente di voler proteggere l’ambiente e fingono di accettare e proporre i provvedimenti necessari, ma poi in pratica continuano a mantenere la loro economia basata soprattutto a produrre energia con i carburanti fossili inquinanti.
Mettere il naso dentro l’intrigo di discussioni sugli interventi necessari per combattere il cambiamento climatico e i suoi dannosi effetti, è una operazione molto pericolosa e spesso fonte di litigi, baruffe, discussioni anche aspre . Come le discussioni politiche al bar : si rischia di perdere gli amici.
Tuttavia, dando un’occhiata tranquilla dal di fuori , qualche considerazione si può fare, con grande cautela, attenti a non scottarci le mani e a provocare inutili discussioni..
Se la causa del surriscaldamento globale dell’atmosfera, che potrebbe condurci a condizioni disastrose per tutti, è il nostro padrone sole al cui sistema astrale noi apparteniamo assieme ad altri grossi pianeti, non c’è niente da fare. Non ho ancora sentito alcuno scienziato avanzare delle proposte credibili per controllare l’energia del sole. Occorre solo sperare che sua maestà , che gli antichi Egizi saggiamente veneravano e che ci dà luce, calore e vita, ritorni alle vecchie consuetudini e smetta di scaldarci troppo. Tuttavia …….qualcuno ha cominciato a sussurrare che con nuvole artificiali di prodotti chimici si potrebbe oscurare temporaneamente il sole raffreddando così la terra. Preferisco non fare scommesse e non commentare. Ci sono anche i terrapiattisti. A meno che il nostro padrone Sole non decida improvvisamente di smettere con i suoi dispetti.
Se invece a causare questo grande pasticcio è stato l’uomo, con i suoi micidiali scarichi di gas in atmosfera, come crede la maggior parte degli studiosi, allora per risolvere il problema …c’è da morir da ridere o da piangere. Mi vien da dire che siamo del gatto, come dicevano i nostri nonni. Provate a pensarci. I nostri politici e anche quelli di altri paesi hanno scoperto che occorre realizzare la famosa conversione energetica , come vi ho ricordato : in parole povere, giusto per capirci, dovremmo smettere l’uso dei combustibili fossili ( derivati dal petrolio, metano e carbone ) , e utilizzare altre fonti di energia. Aerei, navi, treni, fabbriche, centrali elettriche, milioni e milioni di auto e altri mezzi di trasporto e di lavoro, che oggi utilizzano motori a scoppio bruciando i normali attuali carburanti, dovrebbero cambiare e adoperare un altro tipo di energia. Energia solare, energia nucleare, energia eolica, e altro. E’ tutto un bla bla bla. Ci spingono a coprire il tetto con pannelli solari, si stendono sulle campagne ettari ed ettari di batterie di pannelli , pale eoliche dappertutto, vogliono farci comperare auto elettriche . Mah….
Devo dire subito che ho qualche dubbio sulla fattibilità di questa operazione, anzi forti dubbi, o meglio ad essere sincero non ci credo proprio. Dove volete che si possa trovare una quantità di energia che sostituisca l’enorme, diffusissima e poco costosa energia prodotta oggi dal petrolio, dal metano , dal carbone ! Se anche qualche genio scoprisse una nuova fonte energetica o si decidesse seriamente di adoperare l’energia nucleare, ci vorrebbero decine e decine di anni per la realizzazione del suo uso. E intanto il surriscaldamento atmosferico continua , la temperatura dell’aria cresce, il cambiamento climatico imperversa, con tutti i micidiali effetti che ne sono la conseguenza.
E si dimentica che il problema è globale, planetario, interessa tutto il mondo , centinaia di stati, circa 8 miliardi di abitanti. Voi pensate che gli abitanti della Cina ( più di 1,4 miliardi ), dell’India (più di 1,4 miliardi), dell’Africa ( più di 1,2 miliardi ) siano disposti ad accettare o meglio a subire questa improponibile riconversione nelle fonti di energia ??? Sapete che le riserve mondiali di carbone, stimato nel 1996, sono risultate di 15 mila miliardi di tonnellate ? Cina ed India sono i due maggiori consumatori in termini assoluti.
Tanto per dire, i dati disponibili indicano che il 51,7 delle emissioni totali di CO2 viene prodotto da India, Cina e Stati Uniti.
Per curiosità, il Sudafrica è la nazione più dipendente dal Carbone. Nel 2022 il carbone ha rappresentato il 69% del suo consumo energetico, pari ad 8 miliardi di tonnellate .
Nel mondo il carbone è la principale fonte di elettricità e il combustibile primario per la produzione di ferro, acciaio e cemento. Continua ad essere una fonte di energia abbondante ed economica, in particolare nei paesi ad economia emergente, dove la domanda si sta espandendo rapidamente.
I combustibili fossili costituiscono ancora, nonostante la ricerca affannosa di altre fonti di energia, la fonte principale con oltre l’80% del fabbisogno energetico complessivo. Gli scenari più ricorrenti ci danno il sorpasso dell’elettrico sul motore a scoppio grosso modo in 20 anni. Ma sono solo ipotesi, previsioni, se tutto andrà bene, se i governi rispetteranno le promesse, invece di fare le guerre.
Le fonti energetiche alternative sono numerose, alcune già attive, altre in fase di avanzata sperimentazione. Scrivono gli esperti del settore che le prime 5 alternative ai combustibili fossili sono :
- Il gruppo delle rinnovabili : eolico, solare, idroelettrico, marino
- Il nucleare
- L’idrogeno
- Le biomasse
- La geotermia.
E qui mi fermo, perchè sono sfiatato in mezzo a tutta questa confusione di idee e progetti e soprattutto perché di queste cose sono completamente ignorante. So però che per realizzare un impianto nucleare, dal progetto alle chiavi in mano, ci voglio almeno 20 anni….
In questo grande marasma di idee, di proposte, di inviti minacciosi, di previsioni catastrofiche, di proteste, di negazioni e di sopravalutazioni, la Cina sorniona e tranquilla se la gode e guadagna montagne di denaro. La Cina ha infatti il primato mondiale nella produzione e lavorazione dei famosi minerali rari, preziosissimi nella transizione energetica, le cosiddette terre rare e condiziona il mercato mondiale. Sono metalli indispensabili per la costruzione delle batterie dei motori elettrici, dei pannelli solari, pale eoliche , telefonini, televisioni, lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie, nelle apparecchiature aerospaziali e militari, nei dispositivi elettronici, nella strumentazione medica e in moltissime altre apparecchiature. La Cina ha una produzione annua (2019) di 130.000 tonnellate, più del 60% del totale mondiale e dispone del 37% delle riserve mondiali. Gli USA il 12%, il Myanmar il 10,5 %, l’Australia il 10 %.
Produzione mondiale di terre rare
E’ certo comunque che per far fronte alle nefaste conseguenze previste dai tuttologi del cambiamento climatico, in tutti i suoi disastrosi effetti, avremo bisogno in futuro, oltre alla serie volontà di realizzare , di una enorme quantità di energia : per climatizzare le abitazioni , le fabbriche e i luoghi pubblici; per combattere la siccità; per rendere idonei i territori a sopportare gli aumenti degli afflussi meteo, regimando i fiumi, costruendo serbatoi di accumulo , proteggendo le coste; per far fronte all’innalzamento del livello marino… e per una infinità di altre cose. Secondo il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti il consumo mondiale di energia crescerà del 50% tra il 2024 e il 2050.
Insomma , cari ragazzi, non la vedo bene, anzi la vedo male se così stanno le cose e sarà dura per i nostri figlioli, i nostri nipoti. A meno che tutte le previsioni e i convincimenti degli studiosi, che ho cercato di scaricarvi addosso confusamente, siano sbagliate e domani mattina Madre Natura decida di ritornare tranquilla alle vecchie consuetudini . Ho anche la convinzione che un accordo mondiale o almeno delle principali nazioni che realizzare seriamente gli interventi necessari per combattere gli effetti del cambiamento climatico sia difficilissimo, quasi impossibile. I grandi e anche i piccoli pensano solo a fronteggiarsi con guerre e guerricciole, rivoluzioni e guerriglie , direttamente o in modo subdolo indirettamente, a mezzo di armi o a suon di dollari. Sapete quante guerre sono attualmente in corso nel mondo ??? Ben 59 , secondo i dati delle Nazioni Unite : nello Yemen, Afganistan, Ucraina e Russia, Etiopia, Siria, Sudan, Israele e Palestina, Nigeria, Congo, Irak, Birmania, Kashmir, Somalia, Mozambico e …….
E in questa enorme confusione si può pensare che i governanti abbiano il tempo e l’interesse di pensare seriamente al cambiamento climatico e alla riconversione energetica ???? Mah… Io non ci credo

























